PITTURA: ARTEMISIA GENTILESCHI

IN MOSTRA A MILANO

9/16/20112 min leggere

Un evento non proprio di natura e costituzione indipendente, quello della mostra in oggetto, prevista presso il Palazzo Reale di Milano a partire dal 22 settembre prossimo, sotto l'alto patrocinato del Presidente della Repubblica, come ogni evento culturale istituzionale di questa portata e pertanto dedicato con tutto rispetto alla grande storia dell'arte.

L'evento viene presentato come segue: "La prima grande monografica dedicata all'Artista femminile per eccellenza: Artemisia Gentileschi. La mostra è curata da Roberto Contini e con la scenografia di Emma Dante." (Rif. 1)

Ricordiamo a tal proposito il precedente non monografico della mostra dedicata ad Orazio quanto ad Artemisia Gentileschi, chiusasi a Roma nel gennaio 2002 per poi proseguire a New York e a Saint Louis. (Rif. 2) Tuttavia, l'indicazione del primato dell'evento a venire dipende da un lato dal fatto di essere dedicato unicamente ad Artemisia e non anche al padre Orazio; dall'altro si riferisce a recenti nonché ancora discutibili attribuzioni.

Il passo di presentazione della mostra di cui sopra termina in vero con la frase: "Per donne toste e uomini che non hanno paura." (Rif. 1) Una frase certo scenica, dietro la quale si cela l'invito al vasto pubblico tipico di e implicito in ogni mostra o evento per cui non a caso l'istituzione investe, come gli altri elementi promozionali ampiamente dimostrano.

"Artemisia è diventata una celebrità nei tempi nostri dopo il secondo dopoguerra, per ragioni letterarie, non per ragioni di merito artistico" dice Contini nel primo video promozionale, che si trova nella pagina dei file multimediali del sito mostartemisia.it. (Rif. 1) Ciò a cui Contini si riferisce è con ogni probabilità il romanzo Artemisia di Anna Banti (1947), e non all'attenzione critica che la figura della pittrice e la sua arte hanno avuto a seguito dell'articolo e grande contributo storico-critico di Roberto Longhi, marito della Banti, pubblicato sulla rivista L'Arte nel 1916, che approdava ai fatti della Gentileschi studiando il Caravaggio (rif. 3). Il riferimento al fatto letterario ha poi scenari meno colti, in relazione alla storia romanzata della violenza sessuale subita dalla pittrice e del processo, riguardo cui, infatti, troviamo nell'area media del sito suddetto il terzo dei quattro elementi muldimediali a scopo promozionale, costituito dalla lettura interpretata degli atti del processo in questione da parte di Emma Dante, curatrice inoltre della scenografia della mostra a venire. (Rif. 4) L'apprensione del pubblico in genere per i fatti di cronaca di questo tipo di qualunque epoca essi siano, d'altro lato, attirerà senz'altro l'attenzione di molti che così si recheranno a comprare il biglietto. L'argomento rappresenta inoltre in questo contesto il sunto della problematica relativa al ruolo della femminilità nella cultura e nell'arte in genere.

L'aggressività maschile rappresenta inoltre il punto argomentativo intorno al quale ruota la presentazione della scenografa contenuta nel secondo video, il quale offre l'interpretazione di quest'ultima della persona e dell'arte della Gentileschi, così come il primo video con Contini offre, invece, una presentazione storica piuttosto oggettiva. 

Ogni informazione disponibile è al sito della mostra, della quale viene anche annunciata  una "larghezza di opere", per cui siamo vivamente curiosi di vedere se tale larghezza sia poi anche associata ad una selezione di dipinti - cosa in vero piuttosto rara nella Milano delle mostre pittoriche degli ultimi tempi - che confermi dell'evento l'effettivo valore. [R. Daniele]

Riferimenti:

1. www.mostraartemisia.it

2. http://www.url.it/donnestoria/testi/recensioni/artemisiaorazio.htm

3. Judith W. Mann e K. Christiansen, (a cura di ), Orazio e Artemisia Gentileschi, Skira, Milano, 2001.

4. Un quadro dei fatti e un'indicazione bibliografica si possono trovare nel sito:http://www.artemisiagentileschi.net/stupro.html